
Erbazzone reggiano
Reggio Emilia. Una torta salata bassa, verde e saporita: a Reggio Emilia l'erbazzone è più merenda seria che antipasto gentile.

Sfoglia, brodo, fritture, fagioli, Parmigiano e dolci da credenza: ricette spiegate con quantità, tempi e passaggi utili per portarle davvero in tavola.
Raccogliamo piatti riconoscibili dei territori emiliani e li trasformiamo in ricette pratiche: dosi chiare, tempi realistici e spiegazioni dei punti che fanno la differenza.
Le varianti familiari esistono e meritano spazio. Per questo distinguiamo le indicazioni consolidate dalle scelte di cucina e riportiamo le fonti consultate in ogni scheda.

Reggio Emilia. Una torta salata bassa, verde e saporita: a Reggio Emilia l'erbazzone è più merenda seria che antipasto gentile.

Bologna. Sfoglia verde, ragù, besciamella e Parmigiano: la lasagna bolognese funziona quando ogni strato sa stare al suo posto.

Modena e Reggio Emilia. Quadrati gonfi di pasta fritta, salumi accanto e bicchiere pronto: il gnocco fritto va mangiato caldo, senza indugio.

Bologna. Il ragù bolognese non è una salsa rossa: è carne cotta piano, soffritto paziente e pomodoro usato con misura.

Bologna e Modena. Tortellini piccoli, brodo limpido e ripieno profumato: se c'è un piatto che non ama le scorciatoie, è questo.

Piacenza. Pane, farina e fagioli: i pisarei e fasò sono cucina piacentina povera solo negli ingredienti.
Appennino modenese. Focaccine calde da aprire e farcire: chiamarle tigelle o crescentine dipende da dove sei seduto.

Modena. Dolce modenese da credenza, compatto e profumato: il bensone non vuole essere elegante, vuole durare sul tavolo.
Strizzare bene le bietole, non affollare la pentola dello gnocco fritto, lasciare assestare le lasagne: la cucina emiliana è generosa, ma premia la precisione.